Il Disturbo Specifico di Linguaggio (D.S.L.) interessa la comprensione e la produzione verbale.
È un disturbo evolutivo SPECIFICO quindi non è collegato o causato da ritardo mentale o deficit uditivo.
Pur non avendo problemi neurologici, sensoriali o relazionali, i bambini con D.S.L. hanno difficoltà a COMPRENDERE e/o PRODURRE parole e frasi rispetto ai loro coetanei.
Il trattamento d’elezione è quello LOGOPEDICO.
È necessaria un’accurata valutazione per individuare le alterazioni lessicali, fonologiche, morfo-sintattiche, la costruzione della frase, del periodo, la lunghezza media dell’enunciato (LME) e la comprensione verbale.
Senza trascurare le funzioni esecutive che sottendono a tali abilità linguistiche quali la memoria e l’attenzione.
Esistono errori comuni nell’evoluzione linguistica del bambino, ad esempio a 3 anni dice CAPPA invece di SCARPA, che non evidenziano la presenza di difficoltà. Se lo stesso errore permane a 5 anni o 5 anni e mezzo è necessario un intervento specifico.
È fondamentale riconoscere tali difficoltà ed intervenire tempestivamente perché bambini con D.S.L., nel primo ciclo della Scuola Primaria (prima e seconda classe primaria), hanno alte probabilità di manifestare D.S.A. (Disturbi Specifici d’Apprendimento), in particolare difficoltà nella lettura e nella scrittura.
Le difficoltà di tipo fonologico possono trasformarsi in dislessia e/o disortografia. Mentre le difficoltà di comprensione verbale e di strutturazione della frase possono manifestarsi come disturbo della comprensione del testo.
La risoluzione della “difficoltà” è legata alla precocità dell’intervento specialistico mirato.
Senza un intervento tempestivo, il bambino con D.S.L., può presentare anomalie nelle relazioni interpersonali, disturbi emotivi e comportamentali. Può essere associata difficoltà di coordinazione motoria, disturbo d’attenzione e deficit di memoria.
Quali sono i campanelli d’allarme del DSL?
Nella letteratura scientifica sono riportati alcuni indici di rischio che possono, in seguito, manifestare la presenza di un DSL.
- A 5-10 mesi: assenza della lallazione (ripetizione di sillabe PA-PA-PA, MA-MA-MA, NA-NA-NA).
- A 12-14 mesi: non utilizza i gesti per comunicare (salutare, indicare, mostrare).
- A 18 mesi: il vocabolario espressivo è inferiore a 20 parole (la produzione verbale è limitata).
- A 24 mesi: il vocabolario espressivo è inferiore a 50 parole (la produzione verbale è limitata).
- A 24-30 mesi: si evidenzia l’assenza o la ridotta presenza di gioco simbolico (“far finta di”), una ridotta comprensione di ordini non contestuali (che non si riferiscono alla realtà circostante).
Come intervenire ?
Se un genitore, un’insegnante, un medico (pediatra, foniatra, otorinolaringoiatra, ecc) riconosce nel bambino delle difficoltà linguistiche, il primo passo è eseguire una valutazione multidisciplinare mirata e approfondita.
Una valutazione multidisciplinare è eseguita da Neuropsichiatra Infantile, Logopedista e/o Neuropsicomotricista e/o Psicologo.
La valutazione logopedica è un processo fondamentale per conoscere il bambino e la difficoltà che lo interessa, analizzando le molteplici variabili e il loro peso.
In questo modo è possibile costruire un profilo comunicativo-linguistico e completare la propria analisi con un bilancio logopedico.
Alla luce dei risultati che emergono dalla valutazione, si evidenziano gli obiettivi terapeutici da perseguire.
Tempi e modalità d’intervento sono determinanti per garantire un servizio efficace (utile alle difficoltà del bambino) ed efficiente (che permetta di raggiungere gli obiettivi preposti ottimizzando le terapie logopediche).
L’approccio è di tipo ecologico, utilizzando materiale ludico (giochi di uso comune) e figurato (immagini che rappresentano suoni, fonemi specifici) per stimolare la produzione e la comprensione del bambino.
Di fondamentale importanza è il ruolo della famiglia, poiché il lavoro impostato durante le terapie deve essere ripresentato a casa per 5 o 10 minuti al giorno, indispensabili per assimilare, apprendere e memorizzare le attività svolte.
A tal fine, durante le sedute, sarà costruito materiale specifico e personalizzato per esaltare i punti di forza e potenziare le aree deficitarie proprie di ogni bambino.
Ogni bambino necessita
del proprio incastro
per raggiungere
l’integrità delle autonomie
linguistiche e comunicative.